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mag 21, 2013 - Libri    No Comments

“Il fuoco era una cura”

“Però i nostri vecchi bruciavano le stoppie per pulire la terra. Bruciavano e sanavano, e cosi morivano le infestanti – i semi di infestanti – i microbi e le malattie moleste, perché anche la terra s’ammala e abbisogna di cure. Il fuoco era una cura. La rigenerava. Era terapia e profilassi del terreno.”

(Peruzzi, da “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi)

mar 18, 2013 - Film    No Comments

Machete

Machete

Durata: 105 min.
Regia: Ethan Maniquis, Robert Rodriguez
Fotografia: Jimmy Lindsey
Anno: 2010

L’ormai ex agente federale Machete si trova coinvolto in intrighi e loschi piani che non interessano a nessuno.

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feb 19, 2013 - Film    No Comments

Shame

Shame

Durata: 101 min.
Regia: Steve McQueen
Fotografia: Sean Bobbitt

Brandon (Michael Fassbender) ha un buon lavoro, una casa elegante ed è un uomo affascinante, ma tutto questo non basta ad evitargli una spaventosa discesa agli inferi.

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feb 12, 2013 - Film    No Comments

L’amore che resta

L’amore che resta

Durata: 91 min.
Regia: Gus Van Sant
Fotografia: Harris Savides

Enoch, timido e riservato, (Henry Hopper) come “passatempo” partecipa ai funerali di sconosciuti. Durante una di queste celebrazioni incontra Annabel (Mia Wasikowska) estroversa e frizzante. Tutti e due hanno qualcosa da nascondere.

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gen 24, 2013 - Libri    No Comments

La soppressione della realtà passa attraverso quella della memoria.

<<Il socialismo integrale non è un attacco a determinate storture del capitalismo ma alla realtà stessa. E’ un tentativo di sopprimere il mondo reale, un tentativo a lungo termine destinato a fallire ma che per un certo periodo riesce a creare un mondo surreale fondato su questo paradosso: l’inefficienza, la povertà e la violenza sono presentate come il bene supremo>>

(Martin Malia).

gen 21, 2013 - Libri    No Comments

“Se la godono un sacco”

“La California non gli dispiace, ma bisognerebbe starci, pensa, insieme a Nastassja Kinski, non con quella combriccola di piccoli borghesi che giocano a fare gli hippy, bevono succo di carota e fanno calcoli su un angolo della tovaglia di carta di miserabili caffetterie per dividere il conto, scoppiando a ridere rumorosamente, a lungo, per far vedere che, secondo la loro espressione preferita, <<se la godono un sacco>>”

(da Limonov)

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